Il fascino di Landowska per gli strumenti storici e le pratiche esecutive la portò a studiare partiture originali e trattati di compositori come Bach, Couperin e Rameau. Fu una pioniera nella ricostruzione di come questa musica potesse suonare nella sua epoca, arrivando anche a far costruire strumenti su misura da Pleyel e altri. Il suo approccio non era strettamente antiquario; credeva nella combinazione tra accuratezza storica e vitalità artistica, un’impostazione oggi spesso associata all’esecuzione “storicamente informata”, ma che rappresentava una modalità del tutto nuova agli inizi del Novecento. Oltre a esibirsi, fece anche comporre opere specificamente per lo strumento, tra cui El retablo de maese Pedro di Manuel de Falla e il Concert champêtre di Francis Poulenc. Pubblicò inoltre la propria filosofia della musica antica in un volume del 1903 intitolato Musique ancienne, nel quale sottolineava ulteriormente l’uso di strumenti storici, incluso il clavicembalo. Negli anni Venti, Landowska si era ormai affermata come figura centrale nella rinascita della musica antica e nella riscoperta delle opere tastieristiche di Bach attraverso esecuzioni storicamente informate. Dal 1925 al 1928 insegnò al Curtis Institute of Music prima di tornare in Francia, dove fondò la propria scuola, l’École de Musique Ancienne a Saint-Leu-la-Forêt, nel 1927. Qui formò un’intera generazione di musicisti e costruì una biblioteca unica di partiture rare, edizioni di musica antica, manoscritti e strumenti.
La fiorente vita di Landowska in Francia subì una brusca interruzione durante la Seconda guerra mondiale e con l’acquiescenza del governo di Vichy. In quanto donna ebrea di origini polacche, divenne un bersaglio immediato del regime nazista. Durante i bombardamenti tedeschi di Parigi nella primavera del 1940, Wanda Landowska proseguì una serie di sessioni di registrazione allo Studio Albert dedicate alle sonate di Domenico Scarlatti. Le sessioni non furono sospese nonostante i raid aerei, e in alcune registrazioni sopravvissute si possono udire deboli suoni di esplosioni. Questa circostanza è stata rilevata in resoconti successivi delle registrazioni, che documentano non solo le interpretazioni di Landowska, ma anche le condizioni in cui furono realizzate. Il suo modo di suonare in queste sessioni rimane coerente con il suo stile consolidato, senza alterazioni percepibili in risposta agli eventi circostanti. Le registrazioni conservano dunque un esempio di attività musicale svolta nel mezzo delle perturbazioni belliche, con i suoni esterni dei bombardamenti che diventano parte integrante del documento sonoro. Dopo l’invasione tedesca della Francia, Landowska fuggì dalla sua casa e dalla sua scuola a Saint-Leu insieme alla sua compagna di lunga data Denise Restout, anch’essa clavicembalista e allieva. Fuggirono passando per una comunità a Banyuls-sur-Mer prima di raggiungere Lisbona e infine imbarcarsi per gli Stati Uniti nel 1941, non prima però che la sua casa fosse saccheggiata dai nazisti. Gran parte della sua preziosissima biblioteca, inclusi manoscritti, partiture annotate e strumenti, fu confiscata. La sua biblioteca a Saint-Leu-la-Forêt conteneva oltre 10.000 partiture annotate e libri sulla pratica e teoria musicale: una perdita devastante per il mondo della ricerca sulla musica antica e per la stessa Landowska. La sua collezione comprendeva anche strumenti rari e costruiti su misura, che furono trasferiti all’Einsatzstab Reichsleiter Rosenberg (ERR) a Berlino nel 1940.[3] Alcuni di questi oggetti furono recuperati nel 1946, ma molti andarono perduti o dispersi, e lei arrivò negli Stati Uniti priva di tutti i suoi materiali.
Il suo esilio segnò un profondo punto di svolta e tuttavia la sua esecuzione nel 1942 delle Variazioni Goldberg di Bach a New York rappresentò la prima volta nel XX secolo in cui l’opera fu eseguita sul clavicembalo per cui era stata scritta. I suoi concerti americani furono accolti con entusiasmo, e divenne cittadina statunitense naturalizzata nel 1949. Attraverso il suo insegnamento influenzò una nuova generazione di musicisti americani interessati alla musica antica e al clavicembalo. Nonostante il trauma dello sradicamento e della perdita, Landowska riprese la sua carriera negli Stati Uniti, dove si stabilì a Lakeville, nel Connecticut, continuando a insegnare, scrivere ed esibirsi fino alla sua morte nel 1959.
Denise Restout, che dopo la morte di Landowska divenne la sua principale archivista e biografa, svolse un ruolo fondamentale nella conservazione e nell’organizzazione della sua eredità. Dopo la scomparsa di Landowska nel 1959, Restout si assicurò che la maggior parte dei suoi manoscritti, lettere e partiture recuperate fosse salvaguardata. Tradusse inoltre opere come Musique ancienne e Landowska on Music. La sua collezione personale di appunti, edizioni annotate delle opere di Bach e corrispondenza è spesso nota come Archivio Landowska, ed è stata infine donata alla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, dove è oggi conservata come testimonianza della sua duratura influenza.[4]
La storia di Wanda Landowska non è soltanto quella di una virtuosa: è il racconto di una custode del patrimonio culturale che ha riportato il clavicembalo sulla scena internazionale, ha preservato la musica di Bach per le generazioni future e ha portato la sua arte attraverso i continenti di fronte alla guerra e alla persecuzione. Il suo lascito continua a influenzare l’interpretazione della musica barocca e dimostra il ruolo fondamentale degli interpreti e dell’esecuzione storicamente informata, distinto da quello dei compositori in esilio.
Alexandra Birch, luglio 2025
Fonti
Library of Congress, Music Division. Wanda Landowska and Denise Restout Collection, finding aid. Washington, D.C.: Library of Congress, ultima modifica marzo 2022.https://hdl.loc.gov/loc.music/eadmus.mu013008
Library of Congress, Music Division. Wanda Landowska and Denise Restout Collection, finding aid. Washington, D.C.: Library of Congress, ultima modifica marzo 2022.
https://hdl.loc.gov/loc.music/eadmus.mu013008
“Wanda Landowska,” Jewish Museum Berlin: Objekte erzählen, consultato il 16 giugno 2025.
https://www.jmberlin.de/objekte/wanda-landowska
Wanda Landowska e Denise Restout, Landowska on Music, a cura di Denise Restout (New York: Stein and Day, 1964), 3–25.







